I benefici della mindfulness con i bambini
Sofia Dal Zovo
MINDFULNESS E BENESSERE A SCUOLA
Attività per migliorare la consapevolezza emotiva e imparare a gestire le difficoltà
La mindfulness è un approccio psicologico sempre più diffuso, derivato anche dalle pratiche di meditazione yoga, che aiuta a cogliere la consapevolezza di sé e a riconoscere e gestire emozioni negative come stress e ansia, con notevoli ripercussioni positive sul benessere personale.
Questo libro propone un programma di educazione alla mindfulness semplice e ben strutturato per la scuola primaria, attraverso esercizi specifici di difficoltà crescente sia per gli insegnanti che per
gli alunni, con l'obiettivo di allenare la concentrazione, avere cura di se stessi, coltivare la pazienza, migliorare le relazioni interpersonali. Dopo aver sperimentato la pratica della mindfulness su di sé, il docente potrà guidare i bambini
La mindfulness a scuola: valore educativo e benefici
Educare alla mindfulness
Portare la mindfulness a scuola significa imparare a fare una categorica distin- zione tra mind-full e mindful: tra una mente piena zeppa di informazioni, abitudini, cose da fare, abilità multitasking e una mente consapevole e presente alla realtà, focalizzata. Programmi educativi di mindfulness per insegnanti e alunni sono già attivi in molte scuole internazionali dove riscuotono approvazione e apprezzamenti (Garrison Institute, 2005). In che modo però è possibile legare concretamente mindfulness e educazione senza perdere il senso di ciascuna delle due dimensioni? Uno dei principi della mindfulness che si sposa bene con l'educazione è la grande attenzione all'essere, piuttosto che al fare: essere pienamente consapevoli della ricchezza della propria esperienza qui e ora, affrancandosi dai giudizi, accettando la realtà così come si presenta, non essere ossessionati dal risultato finale. A scuola, per alunni e insegnanti è importante prestare attenzione a come stanno davvero le cose e non a come si vorrebbe che fossero. Quando si smette di investire energie per cambiare qualcosa che in questo momento non si può cambiare, è l'inizio di una trasformazione volta a trovare una via alternativa per il benessere della per- sona: invece di cercare di eliminare il disagio, si allena la capacità di affrontarlo, evitando di assumere comportamenti non adeguati e devianti, sia verso se stessi che verso gli altri. Studenti e insegnanti devono prendersi del tempo per entrare in contatto profondo con il proprio sé; devono cercare di dare il meglio oggi, non lasciandosi condizionare eccessivamente dal passato o dal futuro, perché «ora» è l'unico momento a disposizione per coltivare felicità, serenità e creatività.
Portare all'interno del contesto scolastico la mindfulness è utile per ridurre progressivamente atteggiamenti dettati dall'aggressività, dall'istinto, dall'agire con il «pilota automatico» inserito, senza avere reale consapevolezza di ciò che accade intorno. Azioni e comportamenti figli di un progressivo analfabetismo emotivo che sta investendo la scuola e la società, e che logora i rapporti interpersonali e la comprensione reciproca. Per lavorare e apprendere in un clima positivo, è in- dispensabile per insegnanti e alunni sviluppare consapevolezza delle emozioni e delle relazioni, imparare a manifestare disponibilità e sostegno, a valorizzare gli eventi positivi, a provare gratitudine ed empatia.
Ma come si può introdurre la mindfulness a scuola? Cercando di mettere in pratica in modo graduale tutti i suoi insegnamenti attraverso delle attività collettive e/o individuali. Gli esercizi pensati per i bambini e per gli insegnanti in questo
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volume sviluppano la consapevolezza di sé, delle proprie emozioni (positive e ne- gative) e delle relazioni con gli altri, la concentrazione e l'attenzione al momento presente, senza giudizi. Portare la mindfulness a scuola significa investire e cre- dere in un'«educazione alla consapevolezza», intesa non come un nuovo progetto o un nuovo modo di fare scuola, ma un nuovo modo di essere studenti, di essere insegnanti e di essere, in senso più ampio, comunità educante.
I benefici della mindfulness
Per gli insegnanti
La mindfulness può aiutare chi la pratica costantemente a far fronte ai fattori di stress, in particolare nel contesto lavorativo: a scuola, le pratiche di meditazione contribuiscono al benessere del corpo docente e, allo stesso tempo, migliorano la qualità dell'insegnamento (Jennings, Lantieri e Roeser, 2012; Lantieri et al., 2011). L'insegnante spesso si trova a confrontarsi con difficoltà didattiche, sociali e relazionali notevoli, situazioni sfavorevoli con i colleghi o con gli alunni che lo possono mettere duramente alla prova. Con il supporto della mindfulness, può acquisire maggiore comprensione di sé e del proprio ruolo, maggiore equilibrio e flessibilità, sentendosi così più motivato e bendisposto verso la professione. Possedere sensibilità, empatia e capacità di regolazione delle proprie emozioni garantisce, inoltre, una migliore gestione e comprensione delle dinamiche della classe, anche quando si manifestano comportamenti provocatori e di sfida da parte degli alunni (Jennings et al., 2011). Questi atteggiamenti mindful messi in pratica dai docenti, responsabili dell'educazione, possono ispirare gli studenti stessi alla riflessione e alla consapevolezza di sé e dei comportamenti da tenere per prevenire conflitti o disagi, con notevoli benefici per il clima di classe e l'apprendimento.
Per gli alunni
Molti bambini trascorrono mediamente più di due ore al giorno davanti alla televisione e allo smartphone e, così facendo, hanno il doppio del rischio di sviluppare problemi di attenzione e disturbi correlati (Swing et al., 2010). Una stimolazione sensoriale sempre varia e rapida affievolisce la concentrazione ad ampio raggio ma soprattutto durante attività che richiedono una concentrazione elevata, in quanto i centri sensoriali non vengono stimolati nello stesso modo.
Se a tutto ciò aggiungiamo le molteplici cause di stress quotidiano (tensioni familiari, attività extrascolastiche intense, ansie sociali e da prestazione, ecc.), ci sono le basi per lo sviluppo di problemi comportamentali, problemi di salute men- tale, di impulsività e difficoltà di apprendimento, non a caso sempre più frequenti e riscontrabili nelle scuole italiane.
Sin dall'infanzia, i bambini sono focalizzati sul momento presente, esprimo- no in modo genuino e diretto le loro emozioni, senza preoccuparsi del giudizio degli altri: è essenziale che questa loro predisposizione naturale venga stimolata dall'ambiente e dagli adulti di riferimento, in particolare la scuola e gli insegnanti. Attraverso l'acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé da parte degli alunni, lo sviluppo dell'empatia, di competenze socio-emotive e di tecniche per accettare e vivere senza frenesia il presente, è possibile ridurre le occasioni di automatismo e di disattenzione e migliorare il benessere generale della classe. Come sostiene Siegel (2009):

